Quando intervenire
Il laser può essere la prima terapia, al posto dei colliri, oppure aggiungersi a essi. La chirurgia serve quando colliri e laser non bastano a controllare la pressione intraoculare. Entrambi puntano a proteggere il nervo ottico dal danno irreversibile.
- Indicazione laser
- Prima terapia al posto dei colliri, oppure colliri insufficienti o mal tollerati — ambulatoriale, rapido, ripetibile.
- Indicazione chirurgia
- Laser e farmaci insufficienti — sala operatoria, casi più complessi.
- Obiettivo comune
- Creare nuove vie di drenaggio per l'umore acqueo e abbassare la IOP.
- Follow-up
- Sempre necessario — il glaucoma resta una malattia cronica.
Interventi laser
Le terapie laser sono ambulatoriali, rapide e non invasive. La tecnica scelta dipende dal tipo di glaucoma — angolo chiuso o angolo aperto richiedono approcci diversi.
La scelta dipende dal tipo di glaucoma: per il glaucoma ad angolo chiuso si usa l'iridotomia YAG laser; per il glaucoma cronico ad angolo aperto la trabeculoplastica, oggi soprattutto nella forma selettiva (SLT). Lo studio LiGHT (2019) ha mostrato che la SLT può essere usata come prima scelta, al posto dei colliri: dopo tre anni tre pazienti su quattro non avevano bisogno di gocce. Si usa anche quando i colliri non bastano o non sono tollerati.
La procedura
Il trattamento è effettuato appoggiando all'occhio una lente a contatto che focalizza il raggio laser, dopo aver instillato gocce di collirio anestetico e gel protettivo. Solitamente indolore, può causare un leggero fastidio (sensazione di puntare uno spillo) e abbagliamento dai lampi di luce. Durata complessiva: pochi minuti.
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Iridotomia YAG Laser
Glaucoma ad angolo chiusoConsiste nel praticare nell'iride un forellino che mette in comunicazione i due comparti dell'occhio posti dietro e davanti all'iride (camera posteriore e camera anteriore). Favorisce la circolazione dei fluidi oculari verso il filtro e previene la chiusura improvvisa dell'angolo di scarico.
Si pratica nel glaucoma ad angolo chiuso e, a scopo profilattico, nei pazienti a rischio di insorgenza di un attacco acuto: viene praticata nel secondo occhio di chi ha subito un attacco acuto nel primo. In questi casi può servire a evitare un intervento chirurgico.
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Trabeculoplastica laser (SLT)
Glaucoma ad angolo apertoStimola il filtro di scarico dell'umore acqueo a funzionare meglio, riducendo così la pressione oculare. Oggi si usa soprattutto la trabeculoplastica selettiva (SLT), che non lascia cicatrici e si può ripetere; la versione più vecchia, con laser Argon (ALT), è ormai poco usata.
Il bersaglio è il trabecolato — il filtro posto all'angolo di scarico, situato fra iride e cornea, che non funziona correttamente nei pazienti con glaucoma ad angolo aperto. Da qui il nome della tecnica.
I risultati ottenibili
Nella maggior parte dei casi il laser produce una diminuzione della pressione oculare. L'entità della riduzione dipende da numerosi fattori — non si può prevedere né il risultato finale né se sarà sufficiente a impedire ulteriori danni. A volte la riduzione è solo temporanea; nei casi trattati con successo, però, consente di rimandare l'intervento chirurgico per molto tempo e di ridurre o evitare i colliri, anche se l'effetto può diminuire negli anni e a volte va ripetuto. Il laser è una manovra aggiunta nella gestione di una malattia cronica che dura tutta la vita — anche dopo una buona riduzione pressoria con laser, è indispensabile continuare i controlli prestabiliti.
Interventi chirurgici
Quando laser e farmaci non bastano, si ricorre all'intervento chirurgico incisionale: l'oculista cesella un nuovo canale di drenaggio affinché l'umore acqueo possa lasciare l'occhio. La tecnica si chiama trabeculectomia o intervento «filtrante».
L'intervento è raccomandato per evitare un danno del nervo ottico che altrimenti progredirebbe inesorabilmente. Viene indicato quando la terapia laser o farmacologica non risultano efficaci nell'abbassare la pressione intraoculare. Le complicazioni gravi sono poco frequenti, ma esistono: l'oculista le spiega prima dell'intervento.
Crea una via di scarico efficiente e alternativa a quelle «malate», mettendo in comunicazione lo spazio compreso fra iride e cornea con lo spazio situato sotto la congiuntiva — la membrana che riveste il globo oculare.
Oltre alla trabeculectomia esistono gli impianti valvolari (piccoli drenaggi) e le tecniche mininvasive (MIGS), spesso eseguite insieme all'intervento di cataratta. Nel glaucoma ad angolo chiuso può essere indicata anche la rimozione del cristallino.
Non esiste una pressione «ideale»
Non esiste un valore pressorio ideale in senso assoluto. Ogni sforzo è indirizzato a evitare l'insorgere dei danni o il loro peggioramento. La chirurgia può trovare indicazioni specifiche in pazienti diversi che, pur presentando la stessa pressione intraoculare, hanno comunque situazioni di differente gravità.
Post-operatorio
Dopo l'intervento di glaucoma è necessario seguire regole di comportamento precise per proteggere l'occhio e ottenere il miglior risultato. Quelle che seguono sono indicazioni di esempio: segui sempre quelle del centro che ti ha operato.
Cosa fare
- Per la pulizia del viso usare il detergente indicato dal centro, con attenzione alla zona dell'occhio.
- Instillare il collirio secondo le indicazioni della lettera di dimissione.
- Durante il giorno, proteggere l'occhio operato con occhiali che lo coprano bene (qualunque tipo).
- Di notte, se il centro la prescrive, proteggere l'occhio con una conchiglia in plastica per il periodo indicato dal centro — protegge da strofinamenti e traumi nel sonno.
- Pulire delicatamente le palpebre come indicato dal centro, senza fare pressione sul bulbo.
- Chiedere al centro quando si può tornare a leggere, scrivere e guardare la TV.
Cosa evitare
- NON bendare l'occhio.
- Non portare mani, asciugamani o fazzoletti vicino all'occhio operato.
- NON dormire sul lato dell'occhio operato.
- Niente sforzi fisici e niente pesi da sollevare, compresi i bambini in braccio, per il periodo indicato dal centro.
- Non guidare finché il centro non lo consente.
Importante da ricordare
Sia i trattamenti laser sia gli interventi chirurgici richiedono controlli regolari post-operatori. Il successo a lungo termine dipende dalla collaborazione del paziente nel seguire le indicazioni mediche e nel presentarsi alle visite di controllo programmate. Non esitare a contattare l'oculista in caso di dolore improvviso, forte diminuzione della vista, rossore persistente o qualsiasi sintomo insolito dopo l'intervento.







